Domanda

I termini di prescrizione e decadenza previsti dall’art. 1667, c.c. si applicano alle azioni ex art. 1668, c.c.?

RISPOSTA

L’art. 1668, c.c., nell’enunciare il contenuto della garanzia per vizi e difformità prevista dall’art. 1667, c.c., attribuisce al committente le azioni per ottenere

(i) l’eliminazione dei vizi o delle difformità a spese dell’appaltatore, o

(ii) la riduzione in misura proporzionale del prezzo, o

(iii) la risoluzione del contratto, ove i vizi e le difformità siano tali da rendere l’opera o il servizio del tutto inadatto alla sua destinazione, facendo salvo in ogni caso il risarcimento del danno per colpa dell’appaltatore.

Secondo un risalente ed ormai superato orientamento giurisprudenziale, i termini di prescrizione e decadenza di cui all’art. 1667, c.c. si applicherebbero soltanto alle azioni previste dall’art. 1668, comma I, c.c., vale a dire a quelle volte all’eliminazione dei vizi o delle difformità a spese dell’appaltatore e alla riduzione proporzionale del prezzo, ma non anche all’azione disciplinata dall’art. 1668, comma II, c.c. volta ad ottenere la dichiarazione di risoluzione del contratto di appalto. In tale ultimo caso, il committente non farebbe valere la garanzia della perfetta esecuzione, bensì il difetto funzionale della causa e, pertanto, l’azione non potrebbe subire limitazioni connesse al decorso del tempo diverse rispetto a quelle ordinarie (così, Cass. civ., Sez. II, 2 febbraio 2009, n. 2562).

Un più recente indirizzo giurisprudenziale ha invece affermato che i termini decadenziali e di prescrizione di cui all’art. 1667, c.c. trovano applicazione con riferimento a tutte le azioni previste dal successivo art. 1668 c.c., compresa l’azione di risoluzione, trattandosi di azione comunque riferibile alla responsabilità per vizi o difformità (Cass. civ., Sez. II, 30 ottobre 2009, n. 23075 e Cass. civ., Sez. I, 15 febbraio 2011, n. 3702).

La Suprema Corte, con sentenza n. 3199/2016, ha ritenuto di aderire a quest’ultimo orientamento, affermando che “il committente può esperire i rimendi di cui all’art. 1668, c.c. (eliminazione dei vizi, riduzione del prezzo, risoluzione del contratto) con riguardo ai vizi di cui all’art. 1667, c.c., purché non sia incorso nella decadenza stabilita dallo stesso art. 1667 c.c., comma 2”.

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Rivista: Ristrutturazione edilizia, gravi difetti dell’opera e responsabilità dell’appaltatore

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Codice Commentato: Art. 1668 C.C. - Contenuto della garanzia per difetti dell'opera